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Carbone vegetale sì, carbone vegetale no?

Facciamo chiarezza!

Amati per il loro appeal estetico - si mangia prima con gli occhi, lo sappiamo da sempre - con un sapore invariato rispetto ai prodotti bianchi. Sono i prodotti da forno colorati con carbone vegetale, polvere che è diventata al centro di un ricco dibattito mediatico.

Tanto rumore in TV e sul webstrisci-ala-notizia.jpg
Quella del carbone vegetale nei prodotti alimentari, primi fra tutti quelli da forno, sta creando un vero tam tam di notizie che sta dividendo sostenitori e oppositori: a nostro avviso quello che sta “rimanendo nella testa” di molti consumatori e di alcuni professionisti (fra pizzaioli e panettieri) è l’idea (sbagliata!) che questi prodotti possano far male.
C’è capitato di leggere titoli simili: i prodotti con carbone vegetale “non fanno bene”; approfondendo poi gli articoli vediamo che si tratta di un gioco di parole (che crea confusione nel lettore) perché la frase “non fanno bene” sta a significare che tali prodotti non possono essere pubblicizzati come prodotti benefici alla salute, ma non sta a significare che fanno male!
Di qui il primo equivoco.
Equivoco che appare anche nel noto video di Striscia la Notizia.
Il carbone vegetale come colorante, si intende dal video, non è autorizzato.
Attenzione: il carbone vegetale nell’uso alimentare è autorizzato e come si legge nella nota del Ministero della Salute è ammissibile l’utilizzo del carbone nei prodotti di panetteria fine. Non è ammissibile denominare “pane” tali prodotti con il carbone. Il pane infatti è tutelato dalla legge 580/67 e non può essere additivato di nessun colorante. Non è possibile, per legge, usarlo per il “pane”, ma è possibile usarlo per altri prodotti da forno.

carbone-vegetale-2.jpgIl carbone vegetale non è dannoso
Ricapitolando il carbone vegetale in sé non è assolutamente dannoso: viene anche venduto come integratore alimentare in farmacia ed erboristeria ed è attivo nei problemi intestinali nelle dosi di 1-2 grammi al giorno mezzora prima e dopo i pasti.
Per quanto riguarda i prodotti da forno, invece, il carbone vegetale è usabile come colorante per dare un colore scuro all’impasto, ed è usato, come suggerito dalle schede tecniche nelle dosi di 10/15 gr circa su 1 kg di farina.
Come colorante, lo ripetiamo ancora, è sicuro per la salute: l’EFSA, Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare, si è espressa nel 2012 con un parere positivo sul suo uso, valutandolo privo di rischi.
Ma allora perché pane e focacce al carbone vegetale fanno tanto parlare di sé in tv e sul web?
I fatti di cronaca: facciamo chiarezza
Partiamo dal fatto di cronaca pugliese, risalente a gennaio, che ha visto la denuncia da parte dagli agenti della Forestale di 12 panificatori. Perché costoro sono entrati nel mirino delle autorità?
Perché la legge prevede espressamente che per il pane l’uso di additivi è vietato. Precisato ciò va detto anche che permette di usare i coloranti in prodotti della “panetteria fine”.
Inoltre, sembra, alcuni artigiani promuovano le pagnotte nere come salutari, cosa che non è possibile fare, perché si tratta di pubblicità ingannevole: non c’è dato ufficiale sulla correlazione scientifica fra carbone vegetale come colorante ed effetti migliorativi sulla salute.
Quindi il carbone vegetale come additivo non ha affetto alcuno?
Non ci sono prove, ripetiamo. Tuttavia questo è un capitolo controverso.
I nutrizionisti si dividono: 10 gr di colorante nell’impasto significano 1 gr di colorante in una porzione da 100 gr di prodotto. Questo grammo ha o non ha effetto sulla digestione, il meteorismo, il gonfiore?
Ad oggi non si hanno dati o studi ufficiali, per questo non è possibile promuovere un prodotto black come “funzionale” con “effetti benefici”.
Il Regolamento (Ue) n. 432/2012 della commissione del 16 maggio 2012 fa riferimento agli alimenti funzionali al carbone vegetale dicendo così: “Il Carbone attivo contribuisce alla riduzione dell’eccessiva flatulenza post-prandiale. Questa indicazione può essere impiegata solo per un alimento che contiene 1 g di carbone attivo per porzione quantificata. L’indicazione va accompagnata dall’informazione al consumatore che l’effetto benefico si ottiene con l’assunzione di 1 g almeno 30 minuti prima del pasto e di 1 g subito dopo il pasto”.
Pagnotte, pizze, focacce o cornetti “black” non sono “titolati”, cioè non è possibile specificare con esattezza la quantità di principio presente. Inoltre, il carbone vegetale andrebbe assunto mezz’ora prima di mangiare, mentre con i prodotti da forno si assume con il pasto.
Allora vige il principio di precauzione: si gusti pure il prodotto black, sapendo che il carbone vegetale potrebbe, il condizionale è d’obbligo, ridurre eventuali medicine assunte e che forse o forse no potrebbe aiutarci ad avere un ventre più sgonfio.
Riferimenti di legge: Reg. CE 1333/08 All. II Parte E)
Articolo 18, Legge 580/67 - Regolamento (Ue) n.432/2012

 

L’opinione del Dott. Mario Cucchiafoto-MARIO-CUCCHIA-AD-2.jpg
«Nelle nostre schede tecniche, così come nei nostri colloqui con i clienti, si specifica che il carbone vegetale va considerato come colorante e basta, nelle dosi consigliate, e specifichiamo che questa sostanza naturale è utilizzabile nei sostituiti del pane per renderlo accattivante nel colore. - Ci spiega il Dott. Mario Cucchia AD di Molinio Spigadoro, azienda che propone il carbone vegetale fra le sue referenze. - Non è possibile dire che come colorante il carbone vegetale abbia gli stessi effetti che come integratore; tuttavia presso la nostra azienda sono arrivate segnalazioni, parecchie, in cui ci viene riferito dai professionisti che i loro clienti gustano i prodotti da forno neri perché reputati migliori, per esempio più digeribili.
Queste segnalazioni potrebbero essere frutto di valutazioni personali. Personalmente penso che vadano condotti studi approfonditi affinchè l’EFSA possa verificare con esattezza se come colorante il carbone vegetale possa avere effetti benefici. Fino a quel momento, il carbone vegetale rimane un colorante sicuro di origine naturale, che può creare giochi di colore con ingredienti e farciture».

 

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15/02/2016

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